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Il mondo (femminile) al di sopra della quarta (ma alle volte anche una terza basta)

Spopola in questi caldi giorni di metà agosto la polemica sull’uso dei Burkini in spiaggia. Agguerriti difensori del pro e del contro furoreggiano su tutte le piattaforme social e dai (sempre troppi, ma non vanno in vacanza?) salotti televisivi e tutti pensano di detenere la verità assoluta sulla dignità della donna e la sua libertà.

Intanto… sulle spiagge, nei locali, per strada l’italiano medio può felicemente esercitare il suo diritto occidentale di “omaggiare” con verbali (e più concrete, quando può) attenzioni le esponenti del genere femminile che la natura (o la chirurgia) ha dotato di un prorompente “balcone” (per dirla come le più emancipate delle nostre nonne).

Diritto sacrosanto, a parer loro, anzi… (e su quell’anzi ci si potrebbe scrivere un manuale stile Divina Commedia)

Sfacciata fortuna, a sentir quante hanno forme meno generose…

Grandissima rottura, per non dire umiliazione, secondo il mio modesto parere.

Appartengo alla categoria delle “maggiorate” dai tempi dello sviluppo, ed in tempi recenti il mio fisico ha stabilito che poteva anche migliorare le sue prestazioni. Intendiamoci, preso fuori dal contesto sociale il mio corpo mi piace. Farei fatica in effetti a vedermi diversamente, tutto è piuttosto proporzionato (l’altezza è quella che è, ne parlavo già in questo post di qualche anno fa, ma anche la bassezza è parte di me). Il problema è il mio corpo NEL contesto sociale, laddove smetto i panni di essere umano per diventare una portatrice sana di tette.

Non parlo di semplici apprezzamenti, alla fine anche noi donne ammiriamo un bel fisico maschile, il muscoletto nel punto giusto, etc… Parlo di un disturbo ossessivo compulsivo che si sta diffondendo a macchia d’olio (o li becco tutti io, questo non saprei dirlo) per cui all’uomo interessa parlare solo delle tue tette, ogni argomentazione finirà inevitabilmente in quella direzione, tanto da indurre nella portatrice suddetta il dubbio di essere di troppo e che l’uomo in questione vorrebbe parlare direttamente CON loro. Incontrare queste persone mi induce ad essere gelosa del mio seno, invidiosa delle attenzioni a lui riservate. So che è una parte di me, e perciò non dovrei sviluppare queste sensazioni, ma il punto è che LORO non sembrano essere coscienti che io sia là, dietro quei promontori, con un cervello, un cuore, una personalità, una vita.

E così mi ritrovo a riflettere sulla concezione della donna nel nostro bello e libero mondo occidentale, e se siamo davvero così emancipate… se basta un bel décolleté (neanche particolarmente esibito) per trasformare una persona in mera fantasia sessuale, in che modo differiamo dall’idea della donna oggetto e sottomessa che critichiamo al mondo islamico? Possibile che davvero il maschio italico pensi che dobbiamo essere grate per questo genere di attenzioni? E che questo pensiero sia condiviso anche da una parte delle donne? E la mente corre inevitabilmente ai femminicidi, quel terribile gesto finale di possesso del maschio sulla “femmina”.

 

 

 

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Pubblicato da su 19 agosto 2016 in Riflessioni

 

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I Duellanti – Una dichiarazione d’amore

03/04/2016

Caro IDuellanti,

perdona se mi prendo la confidenza di chiamarti caro dopo averti visto solo una volta, ma devo farti una confessione ed annullare ogni distanza è il solo modo di trovare il coraggio che altrimenti mi mancherebbe.

La verità, nuda e cruda, è che mi sono innamorata di te, al primo sguardo. Prima d’ora non credevo fosse davvero possibile, mi prendevo gioco di quanti parlavano di amore a prima vista, di colpo di fulmine, trovavo assurdo che qualcosa potesse folgorarti al punto da farti perdere la testa in pochi minuti… eppure è successo, su quella poltroncina del teatro Abeliano, là, all’estremità della prima fila: ti ho guardato ed il mio cuore ha avuto un palpito nuovo.

Ed ora eccomi qui, nel silenzio di casa mia, mentre cerco di razionalizzare le emozioni che mi hai lasciato dentro come fiamme ardenti, cerco di capire cosa mi abbia tanto colpito di te…

Sicuramente sei bello: bello come un quadro di Caravaggio, con quei tagli di luce netti a sottolineare le emozioni più forti e le atmosfere soffuse sempre pronte a coccolare i momenti di confessione più intimi; bello nella semplicità della tua scenografia, così modernamente funzionale eppure così evocativa, viva, capace di respirare, mai eccessiva, mai carente; bello nei tuoi costumi, impeccabili, vissuti, permeati del carattere dei tuoi personaggi; bello nei tuoi scontri di spade, di lame scintillanti che danzano a ritmo di violoncello e paiono calabroni inebriati dei profumi di primavera; bello nella forza di coloro che ti hanno dato corpo e voce e sangue e sudore e lacrime, che si sono moltiplicati per te, che ti hanno desiderato e ti amano, follemente, come follemente t’amo io…

Sei così intenso e magnetico, che chiunque ti guardi resta rapito, ammutolisce dinanzi a te, incapace di sfuggire alla rete che gli tessi intorno, incapace quasi di respirare se non al ritmo dei tuoi respiri, neanche quando ti volti e te ne vai, quando tutto finisce, ci si libera della tua malia: si resta ipnotizzati, col cuore già pregno di malinconia, pieno di voglia… di ricominciare, di lasciarsi di nuovo trasportare dalle tue parole, suoni e colori.

Credo proprio di essermi innamorata della tua perfezione: una vera perfezione, non di quelle che si attribuiscono con leggerezza ed in fondo nascondono dei però, dei ma e dei se. Tu sei assolutamente perfetto, un miracolo di passione ed attenzione infinita al più piccolo dettaglio, elegante ed ardente al tempo stesso, come i tuoi protagonisti.

Sono certa che sia amore, perché non so che darei per passare altro tempo con te, a guardarti da ogni angolazione, a studiare ogni piccolo dettaglio, a memorizzare ogni tuo passo, ad imprimermi nella mente le tue frasi, ogni tua inflessione, ogni tuo accento, ogni tuo timbro di voce.

Non sono gelosa dei sentimenti che scatenerai certo in altri cuori, ovunque andrai: anzi, vorrei che tutti avessero la fortuna di conoscerti, l’occasione di innamorarsi di te… E’ il tuo destino, ciò per cui sei nato.

Con pieno e totale amore, nella speranza di rincontrarti nella mia vita

Antonella

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Fotografia di Irene Masciopinto

 

N.d.A. Senza dubbio questa mia sembra tutto meno che una recensione, ma è stato un istinto insopprimibile quello di esprimere le emozioni suscitatemi dalla visione di questo spettacolo tramite una lettera d’amore. Grazie ancora infinite agli artefici di questo bellissimo miracolo teatrale.

I Duellanti

Alessio Boni, Marcello Prayer e con Francesco Meoni

traduzione e adattamento Francesco Niccolini
drammaturgia di Alessio Boni, Roberto Aldorasi, ‪#‎MarcelloPrayer‬, FrancescoNiccolini

regia ‪#‎AlessioBoni‬, ‪#‎RobertoAldorasi‬

maestro d’armi ‪#‎RenzoMusumeciGreco‬ Accademia d’ Armi Musumeci Greco 1878

musiche Luca D’Alberto
scene Massimo Troncanetti
costumi Francesco Esposito
luci Giuseppe Filipponio
violoncellista Federica Vecchio

 
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Pubblicato da su 4 aprile 2016 in Teatro

 

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Sogno di niente

Sogno evanescente…
Amico, conoscente?
Sempre transiente.
Passeggero ricorrente,
Passeggi nella mia mente:
Ti accorgi di niente?

 
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Pubblicato da su 9 ottobre 2013 in Poesie

 

Anima di Neve

© Foto di Serena Greco

Sarò come neve…

Così solo chi guarderà fuori

mi vedrà cadere

per tutto ricoprire,

lieve e inesorabile.

Così solo chi uscirà fuori

e rimarrà in silenzio

colmo di giovane stupore

mi sentirà cadere:

lieve fruscio di fiocchi,

melodia silente

per meraviglie geometriche.

Invece chi rimarrà chiuso

in sordi e ciechi ripari

non mi vedrà cadere,

né mi sentirà:

così solo al mattino

troverà il suo mondo

coperto dal mio manto,

ma avrà perduto

il lento ricamare

con aghi di ghiaccio

di coperte di neve

per alberi e strade

per case e prati.

 
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Pubblicato da su 15 febbraio 2012 in Poesie

 

Pianto Arido

L’eco della mia tristezza
rimbomba nel vuoto guscio
che conteneva la mia anima

Svuotata
arida
sterile
inutile peso
in un mondo
di cuori leggeri
trascino il fardello
di un io non mio…
un estraneo vive in me
che non conosco
che non conosce…

non conosce l’estasi
di un volo senza rete
di una libertà rubata
di una vita vissuta…
veramente

L’immagine allo specchio
ride di me
di quel che non sono:
è inutile illudersi
sperare
sognare…
la vita è altrove
la vita è altro

vivo solo
nella mia mente
il fuori mi è ignoto
mi fa paura
mi deride
come una maschera
congelata in un sorriso
velo di un ghigno

Scomparire
vano pensiero
è già realtà
è già vero

La Solitudine
è un dolore viscerale
una morsa che mi annienta
un deserto di lacrime

Vorrei solo vivere…

 
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Pubblicato da su 15 novembre 2011 in Poesie

 

Risoluzione

Basta! 

Sono stanca di vivere

oppressa da mille paure.

Vivere?

No…

Non si può vivere

quando la paura

si nutre del tuo cuore.

Non si può vivere

quando non ami

per paura di perdere chi ami.

Non si può…

basta!

Spezzerò le molte catene

che le mie mani

hanno stretto intorno alla mia anima

negandole l’ebbrezza del volo.

Strapperò le molte ragnatele

che i miei pensieri

hanno tessuto dentro il mio cuore.

Aprirò le mie stanze

alla luce

del sole

dell’amore

della vita.

 
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Pubblicato da su 16 settembre 2011 in Poesie

 

Scrivo di notte…

Scrivo di notte.

Non perché la luna

pallida luce nella notte buia

mi sussurra pensieri persi nel tempo.

Non perché le stelle

lontane monadi nello spazio infinito

mi mostrano realtà per altri nascoste.

E’ il silenzio la mia musa.

L’umile silenzio

che mi permette di ascoltare

la mia voce più vera.

E’ l’oblio la mia musa.

Il generoso oblio

che spazza d’un colpo

i turbolenti pensieri che affollano il giorno

e svela i segreti recessi del cuore.

Scrivo di notte

e la mente viaggia:

non al di là di ogni umano limite,

ma solo di un passo…

un piccolo salto

in me.

 
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Pubblicato da su 6 settembre 2011 in Poesie

 
 
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